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Il teatro parla!

 
Il teatro parla!

La più grande soddisfazione di chi fa teatro è quella di vedere uno spettacolo replicato 100 e 100 volte. Ci sono invece spettacoli, alcuni anche diretti da me, che vorrei non venissero più portati in scena, perché non più interessanti o piéce che trattano tematiche di cui non vi è più bisogno di parlare. La necessità di trasmettere messaggi è il più importante obiettivo di chi fa arte in generale e ancor più in particolare di chi fa teatro; il bisogno, l’urgenza di rappresentare situazioni e portare il pubblico ad assistere a quanto accade, offre la possibilità di “partecipare” a situazioni che magari viviamo quotidianamente ma che silenziosamente ci facciamo scivolare di dosso e cogliere l’occasione per comprendere e comprenderle.

Il 27 marzo 2019 ricorre l’annuale giornata mondiale del teatro e quest’anno più che mai, io credo, e ne sono fortemente convinto, che il teatro abbia l’indiscutibile il bisogno di parlare a volte gridando e a volte sottovoce.

Abbiamo bisogno di ricordare la nostra storia e immaginarci futuri possibili, abbiamo bisogno di riscoprire l’umanità che l’attore impegna ogni volta nella sua interpretazione, necessitiamo di riconoscere la bellezza e l’importanza di essere presenti in un medesimo tempo e nel medesimo spazio durante uno spettacolo realizzato da uomini e donne veri e umani. Il teatro parla per contrastare l’ignoranza e la superficialità e il teatro è fatto e praticato sempre di più per educare alle emozioni e alla cultura, soprattutto per “armare” i giovani di conoscenza e amore e non di notizie false o dita che cliccando sentenziano superficialmente. Il teatro parla perché ci insegna la differenza tra il concetto di consumare e condividere. Il teatro esiste per offrirci un tempo reale, quello delle prove e quello della rappresentazione che è segnato ancora da secondi, minuti e ore e non da numero di like al minuto; il teatro parla e allo stesso tempo comunica responsabilmente.

Responsabilità (dare risposta) è qualcosa che il teatro ha già nella sua più profonda identità e che oggi necessità di essere ricordato ai tanti che prendono decisioni sempre più finalizzate ad ottenere più consensi o a fare scandalo.... il teatro smuove !

Smuove perché ci porta “con verità” di fronte alla realtà dalla quale non possiamo sfuggire e questa realtà ci impone impegno. Impegno di ognuno di noi, delle nostre comunità e ci impone un impegno che non possiamo delegare ad altri, perché richiede di metterci faccia, cuore e cervello .... richiede impegno collettivo. Il teatro è un luogo in cui l’“io” diventa per necessità un “noi”.

Il teatro per tutto questo parla e dovrà farlo sempre richiamandoci all’ordine, ogni volta in cui il “senso del giusto e dello sbagliato” rischiano di essere messi in discussione.... sono mille e mille anni che questa cosa avviene e credo debba continuare ad avvenire.

Il teatro parla perché parlando e affrontando i problemi nei contenuti e non solo nella forma, l’uomo è stato in grado di evolversi anche attraverso quest’arte, sino ad oggi.

Il teatro parla perché il “luogo teatro” oggi è uno dei principali centri di scambio e comunità. Il teatro deve vivere perché è l’ambiente in cui i gradi visionari della storia sono comunque passati e ci hanno reso sempre e comunque liberi e senza vincoli di passaporti o cittadinanza perché è di tutti e non potrà mai esserci il principio di proprietà nell’arte vera.

Il teatro parla perché anche oggi mi ha offerto l’opportunità di comunicare.

Viva il teatro, viva gli artisti e viva il pubblico che ci permette di inchinarci ogni volta a fine spettacolo!

 

Daniele Franci


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